Simon Gaon
Nato e cresciuto a New York, Simon Gaon ha dedicato tutta la sua vita a trasferire sul telaio il ritmo della sua città. I suoi dipinti sono canzoni d’amore dedicate a New York: inni appassionati ed esplosivi ai suoi ponti e alle sue anime perdute, alle sue strade e ai vagabondi notturni, ai suoi parchi, alle luci al neon, alle tavole calde e ai senzatetto. Con pennellate che si scontrano e si graffiano a vicenda, le sue opere sembrano più liberate che create: eruzioni spontanee di energia che catturano il ritmo frenetico della vita urbana. Profondamente legato alla tradizione degli espressionisti astratti newyorkesi, Gaon trasforma le sue tele in palcoscenici di emozioni allo stato puro. Il suo lavoro non è mai pittoresco; è psicologico, viscerale: una riflessione sui sentimenti più che sulla forma. «È proprio l’atmosfera che si respira tra la gente per strada che mi piace», dice Gaon. “E per me è l’atmosfera che conta di più.” Eppure, per Gaon, l’atmosfera non è vaghezza: è presenza, tensione, movimento. I suoi impasti densi e i piani di colore frammentati dissolvono i confini e fondono la figura con l'atmosfera, trasformando ciò che si vede in ciò che si percepisce. Dipingendo spesso all’aperto – di solito di notte – Gaon sistema le sue grandi tele sotto i lampioni, fissandole ai pali o appoggiandole sui bidoni della spazzatura. Tra il rumore del traffico e il caos della città, lui incanala tutta quella vitalità direttamente nelle sue pennellate. Poliziotti, passanti, mendicanti e radio a tutto volume diventano parte del suo ambiente, alimentando l’urgenza del suo gesto.